DENTE PARODONTALE COMPROMESSO: QUANDO ESTRARRE?

Nell’ambito del corso di master in implantoprotesi dell’Università di Genova la dott. ssa Grusovin ha tenuto un’interessante relazione sul tema: il dente parodontalmente compromesso: quando estrarre e quando mantenere?
Guardate sul sito come si possono mantenere nel tempo i denti che hanno perso supporto (gengiva infiammata, sanguinamento, mobilità, spostamento).

Se i denti si muovono e hanno perso tessuto si può cercare di mantenerli?

Quando i denti perdono molto tessuto di supporto ( supporto parodontale) essi possono cominciare a muoversi, la gengiva può essere gonfia e sanguinare. Altre volte è il dentista che con un esame semplice ( sondaggio parodontale: con uno strumento sottile si entra nella gengiva e si misura quanto questa è staccata dal dente e quindi quanto supporto è stato perso) si accorge che i tessuti di supporto sono stati persi. Questo si evidenzia anche con le radiografie peri apicali che metto bene il luce l’osso attorno ai denti. In condizioni di perdita avanzata l’alternativa è fra l’estrazione del dente con la sostituzione con un impianto o con un ponte, o la rigenerazione dei tessuti stessi. Il dentista deve fare una diagnosi accurata e decidere con il paziente la strategia da adottare.

Essenziale è acquisire con l’aiuto del dentista o dell’igienista un’ottima igiene orale. Bisogna inoltre il biofilm batterico sotto gengivale responsabile della patologia venga eliminato con la pulizia professionale. Alcuni dei problemi dei tessuti attorno ai denti guariscono dopo la pulizia professionale che deve essere fatta in modo accurato. Se si è deciso di mantenere i denti si può ricorrere alla chirurgia rigenerativa

Cosa è la chirurgia rigenerativa?
Per rigenerare i tessuti attorno al dente bisogna rimuovere il biofilm in profondità aprendo la gengiva. Bisogna creare le condizioni in cui il coagulo sanguineo si stabilizzi e possa poi trasformarsi in nuovo tessuto di supporto del dente. A volte si usano dei biomateriali che stabilizzano i coagulo stesso nel primo periodo di guarigione.

Cosa comporta fare chirurgia rigenerativa?
Attualmente si usano tecniche mini invasive che permettono un periodo post operatorio con fastidi minimi per il paziente. E’ praticamente assente il dolore post operatorio. Essenziale è mantenere un’ ottima igiene orale

“Il mio approccio terapeutico mira il più possibile alla conservazione dei denti naturali presenti, cercando il più possibile di evitare gli impianti e preferendo piuttosto applicare procedure di rigenerazione mini invasive. Questa hanno dimostrato ottimi risultati a lungo termine se i pazienti vengo a controlli regolari e mantengono una buona igiene orale”